Francesco Guardabassi
Francesco Guardabassi, Palazzo dei Priori, Perugia
Uberto Gualaccini, Francesco Guardabassi visitato dalla famiglia nel carcere di Civita Castellana, collezione Annamaria Guardabassi, Perugia
Le Logge Umbre - Oriente di Perugia - Loggia 'Francesco Guardabassi' n. 146


Francesco Guardabassi, nato a Perugia il 24/10/1793, rappresenta per la attività politica, sociale e umanitaria svolta nella città tra il 1820 e 1860 un riferimento storico e culturale importante per avere assimilato gli ideali liberali del padre Mariano e dello zio Benedetto, entrambi massoni, che rafforzò a Firenze frequentando i patrioti.

Con tali principi entra a far parte dapprima della Carboneria in una Vendita Perugina, successivamente della Giovane Italia per i contatti che ebbe in esilio a Marsiglia con Mazzini che lo incaricò di costituire in Umbria una sezione di quella Società e infine viene iniziato alla Massoneria presso la Loggia Fermezza.

Uscito sottotenenete nel 1814 dalla Scuola di St.Germain nel 1831 allorquando Perugia, all'indomani dei moti di Romagna e Marche, si affrancò dal Papato riceve l'incarico di Comandante della Guardia Civica cittadina per poi, tornato il potere temporale, essere costretto ad un primo esilio pur avendo mediato la volontà dei rivoltosi di resistere nella Rocca Paolina e quella degli Austriaci di saccheggiare la città.

Si era assunto tutti gli oneri richiesti per il pagamento delle armi e la indennità dei singoli, privandosi dell'oro e dei preziosi di famiglia al fine di risparmiare la popolazione da una carneficina.

Malgrado ciò viene incarcerato a Livorno e, confiscatigli i beni, esiliato in Francia dove ha contatti con Mazzini e poi a Londra, rientrando a Perugia nel dicembre del 1831 acclamato da tutta la popolazione.

Il suo senso di solidarietà si manifesta ancora in occasione del terremoto del gennaio 1832 sostenendo la popolazione sia moralmente che economicamente attingendo ancora una volta ai propri beni.

Nel 1833 accusato proditoriamente di "lesa maestà, sedizione e rivoluzione" per avere partecipato a riunioni presso la farmacia Tei in Piazza Piccola viene tradotto in carcere dapprima a Macerata, poi a Civita Castellana e infine a Roma nella famosa Cagliostra di Castel S.Angelo dove rifiuta la domanda di grazia inoltrata al papa dalla moglie Isabella Perrucchini; a distanza di 10 mesi, riaperto il procedimento penale, viene dimostrata la sua estraneità ai fatti anche se nella sentenza le parole "trovato non colpevole" furono volutamente mutate in "non trovato il colpevole".

Tornato di nuovo a Perugia si dedica in modo scientifico alla viticoltura presso la sua tenuta di Parlesca e nel 1849, terminato il breve glorioso periodo della Repubblica Romana, in un incontra a Monteluce afferma ad un generale papalino che in città si sarebbe avuta "niente resistenza con la soldatesca repubblicana, ma protesta contro il dominio radicale e desiderio di un nuovo ordinamento".

Alle ore 11 del 14 giugno 1859 alla presenza di Zeffirino Faina, Nicola Danzetta, Carlo Bruschi e Tiberio Berardi comunica al legato papale, Monsignor Giordani, la volontà espressa dalla città di essere italiana ed entra a far parte del Governo Provvisorio, anche se i noti fatti del 20 giugno costringono Guardabassi ad un altro esilio in Toscana da cui torna nel 1860, riottenendo per la terza volta il comando della Guardia Civica.

Negli anni successivi viene dapprima eletto Deputato e successivi nominato Senatore a vita con grande soddisfazione della Massoneria locale della quale era stato un punto di riferimento nella storica Loggia Fermezza e successivamente, all' abbattimento delle sue colonne, nella nuova Loggia Fede e Lavoro.

Nel 1971, a distanza di dieci anni dalla sua morte (1871), i Massoni Perugini lo onorarono costituendo una nuova Loggia con il nome di Loggia Francesco Guardabassi e i concittadini affermando che “per lui venivano prima di tutto gli interessi della città, poi quello degli amici e in ultimo i suoi” lo ricordano ancor oggi come "il babbo" dei perugini.


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