Le Logge Umbre - Oriente di Perugia - Loggia 'Francesco Baracca' n. 965


Francesco Baracca nasce il 9 maggio 1888 a Lugo di Romagna (Ravenna), da Paolina Biancoli ed Enrico Baracca; dapprima segue la scuola dei padri salesiani di Lugo, proseguendo poi gli studi presso gli Scolopi della Badia Fiesolana, e li termina presso il Liceo Dante di Firenze.

Si iscrive, infine, all'Accademia Militare di Modena, dalla quale esce due anni dopo. Nel 1909 parte alla volta di Pinerolo dove, alla Scuola di Cavalleria, ricopre il grado di Sottotenente; nel 1910 assegnato al 2° Reggimento Cavalleria "Piemonte Reale" viene inviato a Roma. Nel 1914 con il grado di Tenente viene assegnato al Battaglione Aviatori, prima presso la 5 a e poi con la 6 a Squadriglia. Alla vigilia della guerra, Baracca giunge a Parigi dove pilota il Nieuport N. 10, presso l'aeroporto di Le Bourge;
 
Rientrato in Italia nel luglio del 1915, comincia i suoi primi voli di pattugliamento, anche se spesso i tentativi di abbattere un nemico venivano frustrati dal malfunzionamento della mitragliatrice, che più volte si inceppa. La prima vittoria risale al 7 aprile 1916 quando, pilotando un Nieuport N. 13, abbatte un Hansa-Brandenburg C.I austriaco presso Medeuzza venendo insignito della medaglia d'argento: la sua prima vittoria fu anche la prima vittoria italiana in assoluto in un combattimento aereo.

Sarà decorato di altre due medaglie d'argento, delle quali l'ultima sarà convertita in medaglia d'oro nel maggio 1918. Promosso capitano nel giugno 1916, rimane sempre nella stessa Squadriglia, anche quando questa diviene la 70a. Nel maggio 1917 viene trasferito alla 91a Squadriglia, la "Squadriglia degli Assi", di cui fanno parte, tra gli altri, Folco Ruffo di Calabria, Pier Ruggero Piccio, Ferruccio Ranza: i migliori piloti italiani con i migliori aerei, come il nuovo Nieuport 17 costruito in Italia dalla Macchi, su cui dipinge le insegne di famiglia: il cavallino nero rampante, destinato a diventare probabilmente l'insegna più cara agli italiani.

Il cavallino rampante verrà dipinto su tutti i suoi velicoli, e divenuto comandante di Squadriglia consegue ventisei delle sue trentaquattro vittorie riconosciute (su 63 combattimenti aerei). L'epopea aerea del fronte italiano fu senz'altro meno ricca che non quella dei cieli di Francia, ma gli aviatori italiani svolsero il loro dovere bene, e forse meglio, dei loro alleati anglo-francesi, in un teatro che lasciando un po' meno spazio ai duelli li vide sempre più spesso impegnati nella guerra vera e propria, in appoggio alla fanteria, in pericolosissime missioni a volo radente, esposti al tiro degli sconosciuti fanti austriaci piuttosto che alla caccia di avversari con nomi famosi.

E' in una di queste missioni che Francesco Baracca trova la morte, ucciso da uno sconosciuto cecchino mentre volava in appoggio ai nostri fanti.


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